Due considerazioni al volo su questa stagione NBA e in particolare sulla Western Conference.
Anzitutto, non ricordo di aver mai assistito ad una conference così combattuta, con così poca distanza fra prima e ottava.
New Orleans e San Antonio in testa con rispettivamente 49-22 e 50-23 e in coda ad oggi Denver con un 45-28.
Phoenix è stata in testa, poi ha preso Shaq, ne hanno perse un po’, e si trova in sesta posizione con 49 vite e 24 perse.
Guardiamo la lotta per l’ottavo posto, l’ultimo utile per i playoff: ora c’è Denver con 45-28, ma segue Golden State con 44-28. Golden State che questa notte affronterà Dallas che si trova in settima posizione con un 45-27.
Insomma, tutte in un fazzoletto, e quasi tutte che si possono definire contendenti serie per il titolo senza passare per matti. Forse solo proprio Denver e Golden State sono quelle meno "promettenti".
Vogliamo parlare di Houston? Andava male, molto male. Ad un certo punto inizia una serie notevole di vittorie ma sul più bello si rompe Yao. Per tutti, me compreso: "Stagione finita, anche quest’anno i Rockets a maggio andranno a prendere il sole, altro che playoff". E loro invece cosa si inventano? Continuano a vincere e stabiliscono una serie di vittorie record che rimarrà negli annalli, guidati da un T-Mac da sogno. Quinta piazza al momento con un 49-23 incredibile.
Altra considerazione: tanto la Western Conference è combattuta e avvincente, tanto la Eastern Conference è deprimente e con solo due serie contendenti al titolo: Boston Celtics e Detroit Pistons. Dietro di loro Orlando e Cleveland. E a proposito dei Cavs, la squadra di LeBron (quarta ad est) se fosse ad ovest non si qualificherebbe neppure.
Per rincarare la dose: la prima delle matematicamente escluse per i playoff ad ovest (Sacramento con 32-40, 11^) si giocherebbe invece l’ottava piazza ad est con Atlanta. Ma pensate a quella che rimarrà esclusa ad ovest. Se la regular season finisse ora glielo andate a dire voi a Nelson che ad est sarebbe stato quarto, davanti a Cleveland?
Torniamo alle più serie contendenti al titolo. Ad est si è detto: la scelta è fra Boston e Detroit. I Celtics sono una squadra in missione, i Pistons sono complessivamente più forti secondo me ma la discontinuità a livello mentale che li contraddistingue mi fa propendere per scegliere i bianco-verdi.
Ad ovest abbiamo potenzialmente quasi tutte le squadre: New Orleans, San Antonio, Lakers, Utah, Houston, Phoenix, Dallas.
Due parole per ciascuna.
New Orleans: mi hanno sorpreso. Non avrei mai pensato ad una stagione del genere e ad un Chris Paul da 11.3 assist (leader della classifica davanti a Nash e Deron Williams), 21.6 punti e quasi 4 recuperi a partita (anche in questa classifica in testa)! Eppure continuano a non convincermi fino in fondo. Sarà anche per Byron Scott, che come allenatore, nonostante i numeri, non mi piace per niente. Credo che molto dipenderà da che tabellone si troveranno di fronte.
San Antonio: beh, i campioni non si discutono. Sono i più completi, i più preparati, i più abituati a vincere, e vogliono sfatare la tradizione che li vede perdenti negli anni pari. Hanno tre stelle affermate come nessuna altra squadra nella lega può vantare. Duncan è il campione che tutti conosciamo, probabilmente l’ala grande più forte di tutti i tempi. Con lui gli Spurs sono diventati la squadra più vincente degli ultimi 10 anni. Lo affiancano Tony Parker e Manu Ginobili. Il "signor Longoria" è quello che l’hanno scorso è stato eletto MVP delle finali, non so se mi spiego. L’argentino, con passati italiani, quest’anno sta sfoderando una stagione impressionante. Si pensava di aver visto il top da lui? Beh, quest’anno ci ha dimostrato che sa salire ulteriormente di livello. Sono la mia prima scelta se dovessi scommettere su chi vincerà il titolo.
Lakers: quando hai il numero uno al mondo tutto è possibile. Se poi al numero uno affianchi un altro campione com Pau Gasol, un giovane più che promettente che risponde al nome di Bynum e come quarto violino puoi permetterti un Lamar Odom, diventi automaticamente la squadra più forte in circolazione. Non ho dubbi. Neppure San Antonio può schierare così tanto talento. I Lakers, potenzialmente, sono devastanti sia fuori che dentro, possono dominare sotto i tabelloni e al tempo stesso dominare con gli esterni (soprattutto con l’esterno che porta il 24 sulla maglia - Kobe Bryant). Come detto i più forti, nelle condizioni dette sopra. Problema: Bynum è ancora fuori, se rientrerà sarà per i playoff e chissà in che condizioni. Pau Gasol si è fatto male ma nulla di grave, lui torna e per i playoff ci sarà e in forma. Questione Odom: non sono un grande amante di "Lamarvelous", troppo discontinuo, poco "cattivo". Ha giovato dell’arrivo di Gasol. Non essendo più il secondo violino, ma il terzo e il quarto quando tornerà "il bambinone", ha la testa più libera e gioca con più disinvoltura. La pressione dei playoff però è tutt’altra bestia. Staremo a vedere. Per il momento sono la mia seconda scelta ad ovest per arrivare in finale.
Utah: zitti, zitti, sono al quarto posto. Ricordano molto la squadra da finale con Stockton e Malon, con i ruoli interpretati oggi rispettivamente da Deron Williams e Carlos Boozer. Eseguono i giochi in attacco come pochi (solo Detroit compete secondo me), sono allenati da una leggenda e io letteralmente stravedo per Deron. Gaucho può confermare: appena entrato nell’NBA avevo annunciato sarebbe diventato un campione. Alcuni mi guardavano con perplessità ma ora mi fanno i complimenti per l’occhio lungo
Avrà numeri leggermente più bassi di CP3 (all’anagrafe Chris Paul) ma se devo costruire una squadra da playoff scelgo lui tutta la vita. E comunque i suoi 10.4 assist, 19.5 punti, e 3 palle recuperate a partita non mi sembrano certo malaccio! Titolo NBA? No, li devo ancora lontani, il risultato dell’anno scorso è dovuto secondo me più al tabellone favorevole che altro.
Houston: mi piace come giocano, Adelman è un ottimo allenatore che ha fatto sempre ottime cose e, giova ricordare, ha messo in campo a Sacramento una delle squadre più belle da vedere anche se non vincenti degli utlimi anni. Quei Sacramento Kings erano qualcosa di fantastico che hanno avuto l’unica sfortuna di incontrare i Lakers di uno Shaq dominante, di un Kobe stratosferico e di un Robert Horry baciato dalla fortuna e che aveva evidentemente un appuntamento con la storia. Per quest’anno? Bella stagione per come s’era messa, qualche grattacapo lo creeranno anche in post-season, ma l’assenza di Yao penso proprio che si farà sentire.
Phoenix: con Shaq hanno perso un po’ la loro identità da squadra di corsa e tiri da tre. O’Neal e Stoudoemire assieme non mi sembrano una grandissima coppia e la perdita del loro miglior difensore sull’uomo si è fatta parecchio sentire. Insomma, non mi sembrano in grado di vincere, ma occhio a sottovalutare "The Diesel". Quando si arriva ai playoff lui si sente a casa e il cagnone sa come si vince.
Dallas: eccoci alla grande possibile sorpresa della post season. Vengono dati per perdenti, anche da me invero, ma alla fine sono la stessa squadra che l’anno scorso ha dominato la regular season. Perchè se arrivassero in fondo mi sorprenderebbero? Perchè non hanno minimamente risolto i problemi che hanno sempre avuto, anzi forse sono pure peggiorati: difesa in pitturato più che scadente, presenza sotto canestro non adeguata anche dall’altro lato del campo. Una stella, Nowitzki, che non difende neppure per sbaglio e che nelle partite importanti patisce la pressione. Hanno preso un grandissimo come Jasone, ma hanno dato via un play giovane e veloce e un centro che difendeva. Insomma, hanno preso un campione d’esperienza ma si sono indebolite dove più avevano problemi e hanno un play che faticherà tantissimo in difesa contro play veloci come quelli delle squadre più forti.
Riassumendo: una grande regular season a ovest, come non si è mai vista.
Infine, la mia speranza per le finali? E c’è da chiederlo? Una bella finale Los Angeles Lakers vs. Boston Celtics. Sono convinto che anche Stern approverebbe…
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