Oggi tutti in allarme su internet per la nuova proposta di riforma dell’editoria, con il rischio che anche chi ha un blog si veda costretto ad iscriversi al ROC. Qualche info in più direttamente dall’articolo ri Repubblica: Il governo riforma l’editoria.
Tutti preoccupati insomma.
A me invece la notizia fa intravedere grandi potenziali. Dai, magari è solo l’inizio. Forse è la strada giusta. Magari anch’io con questo blog - ma che dico blog, eleviamolo giustamente al ruolo di piccolo giornale, è il governo stesso a volerlo! - potrò accedere ai finanziamenti pubblici, come fa l’Unità, piuttosto che il mucchio selvaggio - ricordate il mio vecchio post? -, e poi magari cercare nuovi finanziamenti tra il privato. Ottimo, ottimo. Voi mi finanziate e poi decidete cosa devo pubblicare e cosa no. Quali interpretazioni dare e quali no. Ovviamente vince chi paga di più!
Con questi semplici passi potrò diventare anch’io un giornalista allora! Giustamente e correttamente di parte! Anch’io potrò travisare le notizie e fare propaganda fascista senza problemi. Potrò manipolare l’informazione come i colleghi - inizio già a chiamarli così - del TG1 e de La Stampa. Ma ve lo immaginate? Potrò vantarmi di essere allo stesso livello di Fede, Feltri e Ferrara. E poi un giorno chissà, magari Berlusconi farà corrompere qualche giudice per acquistare il mio blog. Ah, che emozione!
Forza Governo, continua così!
Certo, ci sarebbe sempre quel solito problema della Costituzione, articolo 21 - Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. - ma come si è visto per la guerra in Iraq con la costituzione ci si può benissimo pulire il deretano…
Considerazione margine: ma non è che con il Partito Democratico si sono fatti prendere la mano e ora vogliono fare un unico grande partito che inglobi anche Forza Italia e AN. Mi pare che si siano notevolmente avvicinati agli standard del governo precedente. Una fusione ormai la vedrei quasi bene.
E sempre sul Partito Democratico: qual è la novità? Un tempo lo chiamavamo Ulivo, ora lo chiameremo PD. Ottimo modo per perdere tempo su cose completamente inutili.
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