Riprendendo l’aggettivo usato dal buon Federico Buffa, Lebron James è stato Jordanesco.
Quarto quarto e i due overtime sono stati suo esclusivo territorio. Ha chiuso l’ultimo quarto con due schiacciate in fila, tanto per gradire. E poi grande canestro nell’ultimo possesso del secondo overtime.
Certo, la sensazione è che se Rasheed avesse deciso di giocare veramente il risultato sarebbe stato forse diverso. Nei Cavs c’è LBJ e basta. Dal quarto periodo in poi ha segnato praticamente solo lui. Dall’altra parte invece c’è una squadra, che esegue come poche, e che può vincere contro chiunque, sempre che decida di giocare seriamente, Wallace in primis.
Sotto questo punto di vista forse si sente la mancanza di Ben Wallace. E’ sempre stato “l’esempio” per tutti. Lui si applicava, dava tutto in difesa, e il resto della squadra lo seguiva e imitava. Ora chi invece da l’esempio? E’ la squadra di Billups? Probabilmente sì, ma credo più perchè Rasheed non vuole essere il leader.
Comunque, indipendentemente da tutto, gara 5 tra Cavs e Pistons è stata fantastica, dominata dal “The Chosen One”, il predestinato: 48 punti (quasi metà del fatturato dei Cavs e massimo in carriera per lui), 9 rimbalzi, 7 assist, 2 recuperi e 2 palle perse, 18 su 33 al tiro e 10 su 14 ai liberi, segnando gli ultimi 25 punti consecutivi della sua squadra.
Quando guardi Kobe Bryant vedi probabilmente il giocatore più forte della lega, quando guardi Lebron vedi il probabile dominatore della lega dei prossimi 10 anni.
Lebron James, basket, Jordan