Grillo e il mucchio selvaggio
Ricordate il post di Beppe Grillo Editoria di Stato?
Se avete seguito i commenti avrete notato che l’aver inserito Il mucchio selvaggio nel novero dei giornali che prenderebbero finanziamenti pubblici senza “meritarseli” ha creato qualche polemica.
A tal proposito vi rimando azitutto al post di Loredana Lipperini, Il grillo e il mucchio, dove trovate la replica della redazione de Il mucchio selvaggio.
A questo punto però aggiungo alcune considerazioni personali.
I finanziamenti ai giornali e alla riviste hanno ragione d’esistere e sono orientati, almeno come principio, alla tutela della libertà e del pluralismo.
Se per sopravvivere i giornali dovessero basarsi solo sulla pubblicità pubblicata al loro interno, è evidente che libertà e pluralismo latiterebbero ancor più che oggi, soprattutto visto il contesto in cui ci troviamo, dove il principale proprietario di giornali e riviste è la stessa persona che controlla la quasi totalità della pubblicità.
Seconda considerazione: mi pare evidente che Beppe Grillo non abbia ancora appreso fino in fondo il vero significato, le potenzialità, ed anche i limiti di internet, della rete, e dei blog in particolare. Seppur il suo modo di esprire le idee sia migliorato rispetto agli inizi della sua esperienza nella rete, ancora oggi tende ad esprimersi come farebbe in un proprio spettacolo.
Verba volant scripta manent.
Mentre a voce certe cose possono essere tollerate, ed anzi servono per fare scena (qui non mi riferisco nello specifico al post sull’editoria di stato) e dare enfasi al discorso, quando vengono scritte sono più facilmente travisabili, discutibili e criticabili.
Inoltre l’uso dei commenti ha poco senso se il proprietario del blog non risponde agli stessi.
Intendiamoci, non sto dicendo che Grillo dovrebbe mettersi a rispondere a tutti i singoli commenti pervenuti, però quando vi sono critiche, osservazioni e richieste di chiarimenti sarebbe opportuno rispondere anche con un nuovo post al riguardo.
Il bello dei blog è la capacità di far nascere discussioni e scambi d’opinioni. Se la comunicazione avviene solo in un verso si rinuncia a gran parte della bellezza e della potenza dello strumento.
In tale maniera ci si avvicina molto di più ad un classico quotidiano, quelli che secondo il buon Beppe sarebbero destinati a soccombere.
Detto questo ribadisco la mia stima per Beppe Grillo, il cui blog continuerò a seguire giornalmente come faccio dal primo giorno, nella speranza però che pian piano impari ad usare sempre meglio la rete.
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