Attualità e Information Technology

September 22, 2005

Louisiana: polizia saccheggia supermercato

Filed under: Attualità

Continuo la serie di filmati recuperati da Arcoiris TV e di cui va detto grazie anche a Luogocomune.net.
Questa volta si tratta di un video che riprende dei polizziotti intenti a saccheggiare un Wal-Mart.

Ai poliziotti noi non diamo soltanto una divisa, diamo il compito di far rispettare le leggi che ci siamo imposti, ed in nome di questo li autorizziamo ad usare la forza, e addirittura ad uccidere, se necessario. Non è poco.

Questo significa che al momento dell’assunzione il poliziotto viene investito di una enorme responsabilità. Egli inoltre dovrà saper respingere, fra le altre cose, ogni tentazione ad usare i poteri che gli abbiamo dato a proprio vantaggio personale.

Ma i poliziotti non ci arrivano con navi spaziali da un altro pianeta. I poliziotti sono gente come tutti noi, e per quanto la maggior parte di loro sappia rispondere onorevolmente all’impegno assunto, ogni tanto le circostanze ci ricordano che la divisa non basta a dare integrità morale, ne tanto meno a rappresentare l’autorità costituita.

Anzi, a volte sorge persino il dubbio, inquietante, che la divisa non sia che un modo migliore di tanti altri per compiere, in maniera del tutto legale, azioni decisamente illegali.

Il filmato che presentiamo mostra una situazione irreale, metafisica, in un supermercato Wal-Mart della Louisiana abbandonato dai gestori, che sta venendo tranquillamente saccheggiato dai cittadini .. e non soltanto.

Massimo Mazzucco

Come al solito ecco i link ai filmati:
1) Connessione ADSL - Formato WMP
2) Connessione ADSL - Formato Real
3) Connessione 56k - Formato WMP
4) Connessione 56k - Formato Real
5) MP3

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La politica italiana? Un grande gioco di società

Filed under: Attualità

La politica come il monopoli? No, manca la prigione! Sembra più il gioco dell’oca: tiri i dadi, capiti sulla casella sbagliata e stai fermo un turno.
Quello che è successo a Tremonti. C’è stato un imprevisto, è dovuto stare fermo un giro, ed ora rieccolo in gioco nuovamente a tirare i dadi. E visto come fa i conti e gestisce l’economia la questione dadi non è una battuta!! O meglio: quasi quasi spero che effettivamente quando spara cifre o propone finanziarie abbia in realtà tirato un paio di dadi. Ci farebbe più bella figura.
Tutti abbiamo ancora in mente il suo esordio: il centro-destra aveva appena vinto, si stava creando il governo, ed ecco il nostro Giulio che fiero arriva davanti alle telecamere per dichiarare al mondo che in Italia vi è un buco impressionante. Panico nelle borse. Dopo qualche mese è emerso che questo fantomatico buco in realtà non esisteva. Non c’è che dire, proprio un esordio con il botto.
Tremonti non è però l’unico che ha dovuto scontare un turno di penalità per poi tornare a giocare. Scajola dove lo mettiamo? Anche lui uscito e rientrato come nulla fosse.
Per lo meno un tempo quando si parlava di riciclo dei politici, questo avveniva nel giro di alcuni anni e con governi differenti. Con quello attuale invece il riciclo avviene direttamente durante lo stesso mandato! Fantastici… Veramente ineguagliabili!

Vorrei però tornare a Giulio Tremonti. Vi ricordate il 3 luglio 2004? Sì, il giorno delle dimissioni di Tremonti da Ministro dell’Economia. Vi ricordate anche chi aveva particolarmente spinto per queste dimissioni? AN. Sì, furono loro a porre un vero e proprio aut-aut. Non ve lo ricordate e non vi fidate di quello che vi dico? Certo che siete proprio diffidenti… Va beh, andatevi a ricercare gli articoli di quei giorni. Ve ne riporto subito due di Repubblica:
1) Tremonti dopo le dimissioni - “Lascio i conti in ordine”
2) “A Giulio serve una lezione” - Fini accusa, il premier tace
Bene, e oggi che succede? AN è favorevole, e quasi spinge per riavere Tremonti come Ministro dell’Economia. Fini si dice “lieto” per un eventuale ritorno di Tremonti.

Dai, non siete contenti? A quanto pare Fini e Tremonti hanno fatto pace. Probabilmente Giulio avrà regalato una figurina a Gianfranco, e pace è fatta. In fondo si sa, quando si gioca si diventa tutti competitivi, ma poi si torna tutti ad essere grandi amiconi.

Un dubbio: non è proprio possibile far diventare la politica italiana più simile a monopoli e meno al gioco dell’oca? Per lo meno lì ogni tanto qualcuno finisce in prigione…

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