Attualità e Information Technology

September 20, 2005

Niente ICI per la Chiesa

Filed under: Attualità

Ok, lo ammetto, molti di voi leggendo questo titolo avranno pensato “gran scoperta, è da una vita che sulle sacrestie non si deve pagare l’ICI”. Lo so benissimo, non preoccupatevi. Ma se avete pensato questo probabilmente non siete a conoscenza del decreto legge n. 163 del 17 agosto 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 191 del 18 agosto 2005, intitolato “Disposizioni urgenti in materia di infrastrutture”.
Andatevi a leggere l’articolo 6…
Ve lo riporto:

Art. 6.
Esenzione dall’ICI per particolari immobili

1. L’esenzione prevista dall’articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e successive modificazioni, si intende applicabile anche nei casi di immobili utilizzati per le attivita’ di assistenza e beneficenza, istruzione, educazione e cultura di cui all’articolo 16, primo comma, lettera b), della legge 20 maggio 1985, n. 222, pur svolte in forma commerciale se connesse a finalita’ di religione o di culto.

Evidenziamo bene questo pezzo: “applicabile anche nei casi di immobili utilizzati per le attivita’ di assistenza e beneficenza, istruzione, educazione e cultura […], pur svolte in forma commerciale se connesse a finalita’ di religione o di culto”.

Capite cosa significa?

Grazie a questa misura fatta passare in sordina in periodo ferragostano, gli istituti assistenziali, le scuole cattoliche, le case di accoglienza pellegrini beneficeranno di un cospicuo sgravio fiscale.
Mentre sinora i beni ecclesiastici sono stati esentati dall’ICI solo se finalizzati ad attività di culto (tanto che non sono mancati contenziosi sulle sacrestie), adesso basta che un bene sia semplicemente ed esclusivamente di proprietà ecclesiastica per non sottostare al pagamento dell’imposta. Ciò, è il caso di sottolinearlo, vale non soltanto per le chiese ma per tutte le attività, come ad esempio quelle commerciali, che un ente “religioso” può esercitare.

A causa di questo atto di smisurato favoritismo a beneficio ecclesiastico, i Comuni saranno costretti ad inasprire le tasse per compensare la notevole erosione che si produrrà nei propri bilanci.

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Use Cases

Filed under: IT

Se si tratta di Use Cases, Alistair Cockburn è uno dei massimi esperti.
Sul suo sito vi è un’ampia sezione dedicata a come scrivere Use Cases che può aiutare a chiarire non poco le idee, e poi vorrei segnalarvi la lettura di The “Declaration of Interdependence” for modern (agile/adaptive) (product/project) management.

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Steve Jobs: industria musicale avida

Filed under: IT, Attualità

Nel post del 31 agosto intitolato “Apple - Non un minuto di pace” vi avevo riferito dell’articolo del New York Times riguardante lo scontro tra Steve Jobs e le case discografiche.
Ieri, durante una conferenza stampa, Steve non solo ha confermato che un nuovo accordo con le case discografiche per il servizio iTunes non è stato ancora raggiunto, ma anzi si è scagliato contro l’industria musicale definendola avida.
Vi riporto l’articolo uscito oggi in proposito su Reuters Italia:

PARIGI (Reuters) - Il numero uno di Apple, Steve Jobs, l’uomo che sta dietro il fortunato lettore di musica digitale iPod, ha definito “avida” l’industria musicale, che sta considerando un aumento dei prezzi dei download musicale, avvertendo che una decisione del genere potrebbe spingere di nuovo gli utenti a preferire la pirateria musicale.

Le case discografiche hanno cominciato a ripensare il tipo di prezzi dei file musicali venduti attraverso iTunes, il negozio online di Apple - che oggi costano 99 centesimi di dollaro negli Usa e 79 pence nel Regno Unito - prima di dare avvio ai negoziati sui nuovi contratti con la società di Jobs.

“Se vogliono alzare i prezzi, vuol dire che stanno diventando avidi”, ha detto Jobs, amministratore delegato di Apple, durante una conferenza stampa a Parigi.

“Se i prezzi salgono, (i consumatori) torneranno a volgersi alla pirateria e tutti perderanno”, ha detto Jobs.

Colpite duramente negli ultimi cinque anni dalla rapida diffusione dello scambio illegale di file musicali via Internet, le società musicali stanno rivedendo il proprio modello di business mentre le vendite si spostano dal settore dei cd a quello del download musicale.

Il 75% degli album venduti nel mondo sono editi da Universal Music, Sony BMG Music Entertainment, EMI e Warner.

Apple, che secondo Jobs controlla oltre l’80% del mercato digitale statunitense, ha lanciato pochi giorni fa lo “iPod nano”, un nuovo lettore mp3 dello spessore di una matita.

Jon Rubinstein, senior vice presidente del settore iPod di Apple, ha detto ai giornalisti che la società non ha in programma di aggiungere la funzione radio al lettore digitale, perché non c’è abbastanza richiesta da questo punto di vista.

Job ha anche offerto una visione scettica sul futuro del download musicale attraverso i telefoni cellulari e altri apparecchi wireless. “Non è evidente che acquistare canzoni attravesro l’etere abbia un senso economico - ha detto Jobs - Sono scettico a causa dei costi… ma vedremo”.

L’ad di Apple ha detto che per in consumatori è più economico scaricare msuica dai computer piuttosto che dai cellulari.

Gli operatori di telefonia mobile, comunque, prevedono che il download musicale diventi una significativa voce di crescita dei ricavi, dopo aver pesantemente investito nella tecnologia e nelle infrastrutture necessarie a sostenere il servizio.

Job non ha voluto rispondere alla domanda se Apple si prepara a lanciare un proprio telefono iPod, dopo che due settimane fa è stato presentato un cellulare provvisto di lettore digitale musicale sviluppato con Motorola.

Staremo a vedere come evolverà la situazione.

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Intervista al co-fondatore di Skype

Filed under: IT, Attualità

Ieri su BusinessWeek è stata pubblicata un’interessante intervista a Niklas Zennström, co-fondatore di Skype assieme a Janus Friis, dove spiega le ragioni della vendita a eBay.

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Farneticazioni continue - 2

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Oggi il Premier è sbottato: “Alleati come metastasi”

Non ha però specificato chi sia il tumore primitivo che ha dato origine alla metastasi…

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Notizie dal mondo

Filed under: Attualità

Le polemiche per la chiusura a Milano della scuola musulmana raggiungono anche gli Stati Uniti e la notizia viene ripresa oggi in un articolo dal Los Angeles Times.
Il The Guardian, giornale anglosassone, ci informa invece di un assalto britannico al carcere di Bassora.
Le truppe britanniche hanno dato l’assalto al carcere di Bassora, nel sud del paese, per liberare due soldati britannici arrestati dalla polizia locale. I due erano finiti in prigione perché si erano rifiutati di fermarsi a un posto di blocco della polizia mentre partecipavano a una missione in incognito. Decine di prigionieri iracheni hanno approfittato della confusione per fuggire. Il governatore di Bassora, Mohamed al Waili, ha denunciato la “barbara aggressione” dei britannici.

Piccolo commento: in prigione per non essersi fermati ad un posto di blocco. Di cosa si lamentano? Ad altri viene direttamente sparato contro!

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