Domenica 11 settembre, sul Washington Post, viene pubblicato un articolo firmato da Walter Pincus che si intitola “Pentagon Revises Nuclear Strike Plan: Strategy Includes Preemptive Use Against Banned Weapons“.
Vi consiglio caldamente la lettura dell’articolo completo.
Il documento di cui si parla, non ancora approvato dal segretario alla difesa Donald H. Rumsfeld, intende aggiornare le regole e le procedure per l’uso di armi nucleari per riflettere la nuova strategia dell’attacco preventivo introdotta da Bush nel dicembre del 2002.
Al momento, infatti, un attacco nucleare è giustificato sono in caso di estrema necessità e urgenza, e di fronte ad un attacco avversario praticamente già in corso. Se dovesse passare il nuovo documento, invece, l’uso di armi nucleari sarebbe possibile anche in caso di fondato sospetto della presenza di armi di sterminio di massa. In altre parole, nel 1966 per scatenare una guerra nucleare c’era bisogno del Dottor Stranamore. Nel 2006, invece, basterà un rapporto dei servizi segreti (“Saddam ha le armi di sterminio!”) per procedere una nuova “operazione Hiroshima”.
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