Attualità e Information Technology

September 18, 2005

Licenza di uccidere a New Orleans

Filed under: Attualità

No, non è il titolo di un nuovo film di James Bond o affini. Purtroppo si parla di vita vera.
Riprendo qui, come promesso, il post precedente sui fatti poco chiari che stanno avvenendo in Louisiana.

Mercenari paramilitari armati fino ai denti dell’azienda di sicurezza privata Blackwater, tristemente noti per il loro lavoro in Iraq, pattugliano liberamente le strade di New Orleans.
Alcuni dei mercenari dicono di essere stati “delegati” dal governatore della Louisiana. Infatti portano al petto distintivi in oro delle forze che garantiscono il rispetto della legge dello Stato della Louisiana e tesserini con foto identificative della Blackwater sulle loro braccia.
Affermano di avere un contratto con il Dipartimento di Sicurezza Nazionale che ha conferito loro l’autorizzazione ad usare la forza per uccidere. Alcuni di loro hanno operato in Iraq in gruppi per la sicurezza personale del precedente capo dell’occupazione americana L.Paul Bremer e per l’ex-ambasciatore americano in Iraq, John Negroponte.

I mercenari della Blackwater sono tra i killer professionisti più temuti al mondo e sono abituati ad operare senza preoccuparsi troppo delle conseguenze legali delle loro azioni. La loro presenza per le strade di New Orleans potrebbe rivelarsi causa di seri problemi per i residenti che rimangono in città e solleva un’allarmante questione sul perché il governo permetta a uomini addestrati per uccidere in luoghi come Iraq e Afghanistan di operare lì. Alcuni degli uomini che adesso pattugliano le strade di New Orleans sono ritornati dall’Iraq appena alcune settimane fa.
La cosa che colpisce di più è il fatto che molti uomini della Blackwater stiano operando sotto contratto con il governo federale e con quello dello Stato della Louisiana.
Blackwater è una delle più importanti società di sicurezza privata che lavora per l’occupazione dell’Iraq e dell’Afghanistan. Ha stipulato diversi contratti con il governo americano e ha garantito la sicurezza a molti importanti diplomatici, dignitari stranieri e corporazioni.
La compagnia ha suscitato scalpore a livello internazionale quando quattro dei propri uomini vennero uccisi a Fallujah e due dei loro corpi carbonizzati furono appesi ad un ponte nel marzo del 2004. Queste uccisioni provocarono una massiccia rappresaglia delle truppe Usa contro la popolazione civile di Fallujah che fu causa di decine di morti e decine di migliaia di profughi.

Così, mentre ora si profila la minaccia di sfratti forzati e la città confisca anche le armi legalmente registrate dai civili, i mercenari privati della Blackwater pattugliano le strade brandendo apertamente M-16 e altre armi d’assalto. Tutto questo nonostante il Commissario di Polizia Eddie Compass affermi che “soltanto le forze che garantiscono il rispetto della legge hanno il permesso di portare armi”.
Ufficialmente la Blackwater afferma che i propri uomini sono a New Orleans “per unirsi all’azione di soccorso post-uragano”. Uno slogan sul sito web della compagnia del primo settembre sponsorizza servizi di ponte aereo, servizi di sicurezza e di controllo della folla. La compagnia, secondo le notizie riportate, ha iniziato progressivamente a prendere appalti privati per la sicurezza negli hotel, nelle compagnie e altre proprietà. Ma la cosa che non è stata ammessa pubblicamente è il fatto che i suoi uomini siano impegnati in attività per garantire il generale rispetto della legge, sotto le voci “sicurezza dei quartieri” e “assalto ai criminali”.
Questo solleva una questione importante: sotto quale autorità operano gli uomini della Blackwater? Un portavoce del Dipartimento della Sicurezza Nazionale, Russ Knocke, ha dichiarato al Washington Post di non essere a conoscenza di nessun progetto per ingaggiare la Blackwater o altre società di sicurezza.“Noi crediamo di avere la giusta combinazione di personale addestrato a garantire il rispetto della legge, tale da incontrare le richieste di pubblica sicurezza”, avrebbe dichiarato.
Ma diversi mercenari riferiscono che la Blackwater ha realmente stipulato un contratto con il Dipartimento di Sicurezza Nazionale e con l’Ufficio del Governatore della Louisiana e che alcuni dei loro uomini dormono in campi organizzati dalla Sicurezza Nazionale a New Orleans e a Baton Rouge. Inoltre sostengono di non essere solo autorizzati a compiere arresti ma, se necessario, anche di usare la forza fino ad uccidere.

Se consideriamo la reputazione della Blackwater e le relative cronache dall’Iraq come indizi attendibili sul tipo di servizio che la compagnia offre, la gente di New Orleans difficilmente potrà sentirsi tranquilla.

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Interrogativi sulla Louisiana

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Katrina è passato portando devastazione e morte in Louisiana, il governo non ha fatto nulla per impedirlo, la FEMA (protezione civile) ha anzi ostacolato gli aiuti.
Ne ho parlato in due precedenti post (Disastro America - Video e Disastro America - 2) e vi ho fornito i link per un video significativo.
Ora, a distanza di una settimana, vorrei tornare a parlare dell’emergenza Katrina e di come sta evolvendo la situazione. Ci sono un sacco di cose, infatti, che non capisco minimamente. Troppe cose strane stanno accadendo a New Orleans e dintorni, e nessuno ci fornisce delle spiegazioni.
Anzitutto vorrei capire come mai la FEMA, dopo il cambio al comando, continua a comportarsi come se volesse ostacolare i soccorsi invece che agevolarli.
Perchè l’Amministrazione Bush ha ordinato 75.000 sacche nere (body bags) mentre le stime sono per ora ben al di sotto dei 10.000 morti?
Perchè la FEMA ha contattato un crematorio di una area locale? Come può la gente identificare i propri cari se ne rimarrà solo cenere?
Perchè la FEMA ha rifiutato lo sforzo dei volontari delle pompe funebri?
Perchè i funzionari del governo federale cercano di impedire ai giornalisti di descrivere gli sforzi per il recupero dei corpi?
Perchè i funzionari del governo federale hanno assunto mercenari a New Orleans? Non vi sono abbastanza volontari, polizia ed esercito negli Stati Uniti per fare tutto quello di cui c’è bisogno?
E poi è da considerarsi una pura coincidenza che la mancanza di soccorsi abbia portato alla distruzione di quel “cancro sociale” che era la sacca di povertà intorno a New Orleans?
Troppi interrogativi meriterebbero risposte precise dal governo americano, ma su queste questioni nessuno dice nulla.

Quello che sappiamo per certo al momento è che il reponsabile della ricostruzione sarà Karl Rove, il burattinaio di Bush, ovvero l’uomo sospettato da tutti di essere la “gola profonda” che tradì l’identità dell’agente segreto della CIA, nel caso che fece scandalo in America l’anno scorso. Lo stesso Karl Rove che è riuscito a far vincere le elezioni a Bush su cui presto pubblicherò un post per capire meglio chi sia questo losco figuro che si trova sempre in mezzo a questioni “poco limpide”.
Le misure che Rove si preoccuperà di far implementare sono, prima di tutto, dei potenti sgravi fiscali (si legga tasse zero) per tutte le grandi corporations “che dovranno sobbarcarsi l’onere di rimettere in sesto la zona”. Caso vuole che la più generosa di queste corporations sia stata la Halliburtion di Dick Cheney, che si è subito offerta per arraffare tutte le migliori commesse, sia di tipo militare che di tipo civile, che erano sul tavolo.
Seguirà un “programma di ricostruzione urbana migliorativo” (”upgrading”), che signifca in altre parole la diaspora permanente per i sopravvissuti, che sono stati spediti a blocchi da cinquanta, cento persone un pò in tutta l’America, e che non potranno mai più tornare a vivere dove vivevano prima.
New Orleans diventerà così una ridente cittadina di middle-class bianca, che non vede l’ora di affluire dalle circostanti zone depresse verso la “nuova California” del sud-est americano. Sarà un caso, ma nel suo discorso Bush ha definito l’intero programma come “Gulf Opportunity Zone”. Evidentemente in famiglia la parola “golfo” porta fortuna.

Nessun incentivo fiscale alla ricostruzione, invece, per le medie e piccole industrie locali, che non solo dovranno faticare parecchio a rimettersi in piedi, ma si sono viste portare via tutto il potenziale lavoro dal drago corporativo in arrivo da Houston.
Nel frattempo, la FEMA continua palesemente a bloccare ogni aiuto che sia fuori dal suo diretto controllo. Il gesto plateale di Bush, di licenziare in tronco il suo direttore, si è rivelato quindi per quello che era, una ridicola buffonata intesa solo a placare gli animi più accesi, di fronte al disastro innegabile della scorsa settimana.
Venerdì a Washington il leader nero Jesse Jackson ha dichiarato, in una conferenza stampa, che ci sono a Menphis 300 TIR carichi di acqua, viveri ad altri generi di soccorso, e che ce ne sono più di mille nel resto del paese, che ancora non hanno avuto da FEMA il permesso per partire verso New Orleans.
Non stupisce, alla luce di questo, la notizia di un medico al quale è stato imposto di sospendere il massaggio cardiaco ad una donna morente, poichè “non autorizzato da FEMA ad operare nella zona disastrata”.

Fra le cose che il “programma” di Bush ha dimenticato di includere ci sono:
- Agevolazioni fiscali per chi vuole ricostuire la propria casa.
- Il riconoscimento di un “diritto di priorità” degli ex-residenti ad acquistare i nuovi terreni.
- Agevolazioni per chi si offrisse di “adottare” una famiglia di senzatetto.
- Una cifra da investrire per un orfanatrofio, assolutamente indispensabile a questo punto.
- L’istituzione di servizi di supporto psicologico per i sopravvissuti.
- Assistenza speciale da parte del Dipartimento di Giustiza per tutti i casi di minori arrestati durante i saccheggi della città.
- Protezione legale, a disposizione del pubblico, contro le speculazioni di ogni tipo.
- Un congelamento di tutti i debiti dei residenti della zona verso lo stato od altre pubbliche entità. Ovvero, se non sei morto, hai probabilmente perso la casa. Se per caso invece ti è rimasta, te la portano via comunque, perchè di sicuro l’ultimo mese non sei riuscito a pagare il mutuo.

Nel frattempo Karl Rove, nel suo nuovo ruolo di “Zar della Louisiana”, ha già pensato di chiedere al parlamento un finanziamento speciale per aumentare la presenza militare in tutta la zona disastrata. I mercenari che hanno assunto non bastano?
Vediamo se indovino. Non sapevate nulla nemmeno dei mercenari, vero?
Ok, vi preparerò fra poco un altro post al riguardo. Questo è diventato già sufficientemente lungo, e credo sia il caso di chiuderlo.

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Iraq radioattivo

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Oggi vorrei proporvi un altro filmato fornito da Arcoiris TV e Luogocomune.net che altro non è che il trailer di un film-documentario americano, Beyond Treason, che tratta l’uso dell’uranio impoverito da parte dell’esercito americano in Iraq.
Riporto un dato sconcertante su tutti: in Iraq sono state rilasciate, attraverso i bombardamenti, circa 2400 tonnellate di uranio impoverito, che equivalgono alla radioattività di 123000 bombe come quella di Nagasaki.
Ecco il commento al filmato di Massimo Mazzucco di Luogocomune.net:

In inglese si chiama DU, che sta per depleted uranium, ovvero uranio impoverito. Detto così, il termine sa tanto di “piccola fiammiferaia”, e viene quasi voglia di consolarlo rispetto al fratello benestante, EU (enriched uranium, o uranio arricchito), di cui è la “scoria naturale”.

Ma anche il più povero dei poveri, in una famiglia che viaggia a 232 elettroni per atomo, è in grado di portare dei danni agli organismi viventi che nessuno di noi si augura di conoscere nemmeno da lontano. Il DU infatti ha “solo” il 60% della radioattività del fratello maggiore, e ha un tempo di decadimento “soltanto” dimezzato rispetto al primo, ovvero 4,5 miliardi di anni. Se ce l’hai in giardino, per i tuoi figli non dovrebbe fare una gran differenza.

Ebbene, il “giardino dell’Eden” di cui stiamo parlando pare sia l’intero Iraq. Dopo aver accumulato più di 500.000 tonnellate di uranio impoverito, in 50 anni di produzione di energia atomica, la “semina” da parte americana è iniziata con la prima Guerra del Golfo, nel 1991, ed è ripresa con la Seconda, che è ancora in corso. E così, mentre noi abboccavamo tutti come trote da concorso alla storiella dei bambini iracheni “staccati dalle incubatrici”, i medici di quel paese riscontravano, fra le due guerre, un aumento nei tumori infantili del 400%.

All’interno del breve filmato che presentiamo - che in realtà è il trailer di un film, BEYOND TREASON (Tradimento Supremo), che di certo non verrà distribuito dalle major di Hollywood - ci sono alcune brevi immagini che non si possono guardare, ma che non si può fingere di non vedere.

Ma il DU è altamente efficace, penetra le corazze dei carri armati nemici con facilità estrema, serve a sua volta da protezione supplementare, e soprattutto non costa nulla: l’industria energetica è ben contenta di liberarsene a costo zero, facendone dono a quella bellica, che a sua volta ringrazia compiaciuta.

Anche questa è democrazia, anche questo è libero mercato.

Talmente conveniente è l’affare, visto da ambo i lati, che nel ‘96 Madeleine Albright, al tempo ambasciatrice USA alle Nazioni Unite, intervistata sull’utilità di una guerra il cui prezzo si aggirava sul mezzo milione di bambini, rispose “E’ una scelta difficile, ma il prezzo - pensiamo valga la pena pagarlo” (”it is a hard choice, but the price - we think the price is worth it.” ) La trasmissione era “60 Minutes”, messa in onda dalla CBS il 12 Maggio del 1996.

Sempre parte del prezzo, ovviamente, devono essere anche i 425.000 soldati americani che da allora sono morti o hanno subito danni - diretti, o sui loro figli - per la prolungata esposizione all’uranio impoverito.

Massimo Mazzucco

I filmati per le varie connessioni e in vari formati:
1) Connessione ADSL - Formato WMP
2) Connessione ADSL - Formato Real
3) Connessione 56k - Formato WMP
4) Connessione 56k - Formato Real
5) MP3

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