Katrina è passato portando devastazione e morte in Louisiana, il governo non ha fatto nulla per impedirlo, la FEMA (protezione civile) ha anzi ostacolato gli aiuti.
Ne ho parlato in due precedenti post (Disastro America - Video e Disastro America - 2) e vi ho fornito i link per un video significativo.
Ora, a distanza di una settimana, vorrei tornare a parlare dell’emergenza Katrina e di come sta evolvendo la situazione. Ci sono un sacco di cose, infatti, che non capisco minimamente. Troppe cose strane stanno accadendo a New Orleans e dintorni, e nessuno ci fornisce delle spiegazioni.
Anzitutto vorrei capire come mai la FEMA, dopo il cambio al comando, continua a comportarsi come se volesse ostacolare i soccorsi invece che agevolarli.
Perchè l’Amministrazione Bush ha ordinato 75.000 sacche nere (body bags) mentre le stime sono per ora ben al di sotto dei 10.000 morti?
Perchè la FEMA ha contattato un crematorio di una area locale? Come può la gente identificare i propri cari se ne rimarrà solo cenere?
Perchè la FEMA ha rifiutato lo sforzo dei volontari delle pompe funebri?
Perchè i funzionari del governo federale cercano di impedire ai giornalisti di descrivere gli sforzi per il recupero dei corpi?
Perchè i funzionari del governo federale hanno assunto mercenari a New Orleans? Non vi sono abbastanza volontari, polizia ed esercito negli Stati Uniti per fare tutto quello di cui c’è bisogno?
E poi è da considerarsi una pura coincidenza che la mancanza di soccorsi abbia portato alla distruzione di quel “cancro sociale” che era la sacca di povertà intorno a New Orleans?
Troppi interrogativi meriterebbero risposte precise dal governo americano, ma su queste questioni nessuno dice nulla.
Quello che sappiamo per certo al momento è che il reponsabile della ricostruzione sarà Karl Rove, il burattinaio di Bush, ovvero l’uomo sospettato da tutti di essere la “gola profonda” che tradì l’identità dell’agente segreto della CIA, nel caso che fece scandalo in America l’anno scorso. Lo stesso Karl Rove che è riuscito a far vincere le elezioni a Bush su cui presto pubblicherò un post per capire meglio chi sia questo losco figuro che si trova sempre in mezzo a questioni “poco limpide”.
Le misure che Rove si preoccuperà di far implementare sono, prima di tutto, dei potenti sgravi fiscali (si legga tasse zero) per tutte le grandi corporations “che dovranno sobbarcarsi l’onere di rimettere in sesto la zona”. Caso vuole che la più generosa di queste corporations sia stata la Halliburtion di Dick Cheney, che si è subito offerta per arraffare tutte le migliori commesse, sia di tipo militare che di tipo civile, che erano sul tavolo.
Seguirà un “programma di ricostruzione urbana migliorativo” (”upgrading”), che signifca in altre parole la diaspora permanente per i sopravvissuti, che sono stati spediti a blocchi da cinquanta, cento persone un pò in tutta l’America, e che non potranno mai più tornare a vivere dove vivevano prima.
New Orleans diventerà così una ridente cittadina di middle-class bianca, che non vede l’ora di affluire dalle circostanti zone depresse verso la “nuova California” del sud-est americano. Sarà un caso, ma nel suo discorso Bush ha definito l’intero programma come “Gulf Opportunity Zone”. Evidentemente in famiglia la parola “golfo” porta fortuna.
Nessun incentivo fiscale alla ricostruzione, invece, per le medie e piccole industrie locali, che non solo dovranno faticare parecchio a rimettersi in piedi, ma si sono viste portare via tutto il potenziale lavoro dal drago corporativo in arrivo da Houston.
Nel frattempo, la FEMA continua palesemente a bloccare ogni aiuto che sia fuori dal suo diretto controllo. Il gesto plateale di Bush, di licenziare in tronco il suo direttore, si è rivelato quindi per quello che era, una ridicola buffonata intesa solo a placare gli animi più accesi, di fronte al disastro innegabile della scorsa settimana.
Venerdì a Washington il leader nero Jesse Jackson ha dichiarato, in una conferenza stampa, che ci sono a Menphis 300 TIR carichi di acqua, viveri ad altri generi di soccorso, e che ce ne sono più di mille nel resto del paese, che ancora non hanno avuto da FEMA il permesso per partire verso New Orleans.
Non stupisce, alla luce di questo, la notizia di un medico al quale è stato imposto di sospendere il massaggio cardiaco ad una donna morente, poichè “non autorizzato da FEMA ad operare nella zona disastrata”.
Fra le cose che il “programma” di Bush ha dimenticato di includere ci sono:
- Agevolazioni fiscali per chi vuole ricostuire la propria casa.
- Il riconoscimento di un “diritto di priorità” degli ex-residenti ad acquistare i nuovi terreni.
- Agevolazioni per chi si offrisse di “adottare” una famiglia di senzatetto.
- Una cifra da investrire per un orfanatrofio, assolutamente indispensabile a questo punto.
- L’istituzione di servizi di supporto psicologico per i sopravvissuti.
- Assistenza speciale da parte del Dipartimento di Giustiza per tutti i casi di minori arrestati durante i saccheggi della città.
- Protezione legale, a disposizione del pubblico, contro le speculazioni di ogni tipo.
- Un congelamento di tutti i debiti dei residenti della zona verso lo stato od altre pubbliche entità. Ovvero, se non sei morto, hai probabilmente perso la casa. Se per caso invece ti è rimasta, te la portano via comunque, perchè di sicuro l’ultimo mese non sei riuscito a pagare il mutuo.
Nel frattempo Karl Rove, nel suo nuovo ruolo di “Zar della Louisiana”, ha già pensato di chiedere al parlamento un finanziamento speciale per aumentare la presenza militare in tutta la zona disastrata. I mercenari che hanno assunto non bastano?
Vediamo se indovino. Non sapevate nulla nemmeno dei mercenari, vero?
Ok, vi preparerò fra poco un altro post al riguardo. Questo è diventato già sufficientemente lungo, e credo sia il caso di chiuderlo.
Technorati tags: Katrina, America, FEMA, Louisiana