Attualità e Information Technology

September 23, 2005

Il gioco della politica

Filed under: Attualità

Appurato che la politica italiana è un grande gioco di società, Giuliano ha iniziato a ipotizzare quali siano i giochi specifici per ogni politico.
Lui vede Tremonti come un accanito giocatore di “CRACK, l’emozione di vincere perdendo un miliardo!“. Direi che l’ipotesi è più che credibile.
Io aggiungere, su suggerimento di Giovanna, il gioco di Fazio. Sicuramente per lui si tratta del “gioco della torre”: due sono saliti e hanno provato a scalzarlo (Tremonti prima, Siniscalco poi), ma lui li ha buttati giù entrambi.
Voi avete altre ipotesi? Vediamo se fra tutti si riesce a tirare fuori il gioco dei massimi esponenti del nostro governo (ma vanno bene anche quelli dell’opposizione).

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September 22, 2005

Louisiana: polizia saccheggia supermercato

Filed under: Attualità

Continuo la serie di filmati recuperati da Arcoiris TV e di cui va detto grazie anche a Luogocomune.net.
Questa volta si tratta di un video che riprende dei polizziotti intenti a saccheggiare un Wal-Mart.

Ai poliziotti noi non diamo soltanto una divisa, diamo il compito di far rispettare le leggi che ci siamo imposti, ed in nome di questo li autorizziamo ad usare la forza, e addirittura ad uccidere, se necessario. Non è poco.

Questo significa che al momento dell’assunzione il poliziotto viene investito di una enorme responsabilità. Egli inoltre dovrà saper respingere, fra le altre cose, ogni tentazione ad usare i poteri che gli abbiamo dato a proprio vantaggio personale.

Ma i poliziotti non ci arrivano con navi spaziali da un altro pianeta. I poliziotti sono gente come tutti noi, e per quanto la maggior parte di loro sappia rispondere onorevolmente all’impegno assunto, ogni tanto le circostanze ci ricordano che la divisa non basta a dare integrità morale, ne tanto meno a rappresentare l’autorità costituita.

Anzi, a volte sorge persino il dubbio, inquietante, che la divisa non sia che un modo migliore di tanti altri per compiere, in maniera del tutto legale, azioni decisamente illegali.

Il filmato che presentiamo mostra una situazione irreale, metafisica, in un supermercato Wal-Mart della Louisiana abbandonato dai gestori, che sta venendo tranquillamente saccheggiato dai cittadini .. e non soltanto.

Massimo Mazzucco

Come al solito ecco i link ai filmati:
1) Connessione ADSL - Formato WMP
2) Connessione ADSL - Formato Real
3) Connessione 56k - Formato WMP
4) Connessione 56k - Formato Real
5) MP3

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La politica italiana? Un grande gioco di società

Filed under: Attualità

La politica come il monopoli? No, manca la prigione! Sembra più il gioco dell’oca: tiri i dadi, capiti sulla casella sbagliata e stai fermo un turno.
Quello che è successo a Tremonti. C’è stato un imprevisto, è dovuto stare fermo un giro, ed ora rieccolo in gioco nuovamente a tirare i dadi. E visto come fa i conti e gestisce l’economia la questione dadi non è una battuta!! O meglio: quasi quasi spero che effettivamente quando spara cifre o propone finanziarie abbia in realtà tirato un paio di dadi. Ci farebbe più bella figura.
Tutti abbiamo ancora in mente il suo esordio: il centro-destra aveva appena vinto, si stava creando il governo, ed ecco il nostro Giulio che fiero arriva davanti alle telecamere per dichiarare al mondo che in Italia vi è un buco impressionante. Panico nelle borse. Dopo qualche mese è emerso che questo fantomatico buco in realtà non esisteva. Non c’è che dire, proprio un esordio con il botto.
Tremonti non è però l’unico che ha dovuto scontare un turno di penalità per poi tornare a giocare. Scajola dove lo mettiamo? Anche lui uscito e rientrato come nulla fosse.
Per lo meno un tempo quando si parlava di riciclo dei politici, questo avveniva nel giro di alcuni anni e con governi differenti. Con quello attuale invece il riciclo avviene direttamente durante lo stesso mandato! Fantastici… Veramente ineguagliabili!

Vorrei però tornare a Giulio Tremonti. Vi ricordate il 3 luglio 2004? Sì, il giorno delle dimissioni di Tremonti da Ministro dell’Economia. Vi ricordate anche chi aveva particolarmente spinto per queste dimissioni? AN. Sì, furono loro a porre un vero e proprio aut-aut. Non ve lo ricordate e non vi fidate di quello che vi dico? Certo che siete proprio diffidenti… Va beh, andatevi a ricercare gli articoli di quei giorni. Ve ne riporto subito due di Repubblica:
1) Tremonti dopo le dimissioni - “Lascio i conti in ordine”
2) “A Giulio serve una lezione” - Fini accusa, il premier tace
Bene, e oggi che succede? AN è favorevole, e quasi spinge per riavere Tremonti come Ministro dell’Economia. Fini si dice “lieto” per un eventuale ritorno di Tremonti.

Dai, non siete contenti? A quanto pare Fini e Tremonti hanno fatto pace. Probabilmente Giulio avrà regalato una figurina a Gianfranco, e pace è fatta. In fondo si sa, quando si gioca si diventa tutti competitivi, ma poi si torna tutti ad essere grandi amiconi.

Un dubbio: non è proprio possibile far diventare la politica italiana più simile a monopoli e meno al gioco dell’oca? Per lo meno lì ogni tanto qualcuno finisce in prigione…

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September 21, 2005

Il TPIY accusa la Chiesa Cattolica

Filed under: Attualità

Carla Del Ponte, procuratore capo del Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia (TPIY), ha accusato la chiesa cattolica di proteggere il criminale di guerra croato Ante Gotovina. Del Ponte ha rivelato che Ante Gotovina ha trovato rifugio in uno degli ottanta monasteri cattolici della Croazia.

L’articolo completo lo potete trovare sul sito di El Mundo (Spagna).
Ne riporto un estratto su cui vorrei far un piccolo commento:

Vaticano no es un Estado y no tiene la “obligación internacional” de ayudar a las Naciones Unidas a rastrear a criminales de guerra

Interessante… per far arrestare un criminale di guerra non è uno Stato, ergo non ha obblighi verso le Nazioni Unite. Se invece si tratta di chiedere l’immunità in un processo per pedofilia in America allora magicamente diventa uno Stato a tutti gli effetti!

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September 20, 2005

Niente ICI per la Chiesa

Filed under: Attualità

Ok, lo ammetto, molti di voi leggendo questo titolo avranno pensato “gran scoperta, è da una vita che sulle sacrestie non si deve pagare l’ICI”. Lo so benissimo, non preoccupatevi. Ma se avete pensato questo probabilmente non siete a conoscenza del decreto legge n. 163 del 17 agosto 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 191 del 18 agosto 2005, intitolato “Disposizioni urgenti in materia di infrastrutture”.
Andatevi a leggere l’articolo 6…
Ve lo riporto:

Art. 6.
Esenzione dall’ICI per particolari immobili

1. L’esenzione prevista dall’articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e successive modificazioni, si intende applicabile anche nei casi di immobili utilizzati per le attivita’ di assistenza e beneficenza, istruzione, educazione e cultura di cui all’articolo 16, primo comma, lettera b), della legge 20 maggio 1985, n. 222, pur svolte in forma commerciale se connesse a finalita’ di religione o di culto.

Evidenziamo bene questo pezzo: “applicabile anche nei casi di immobili utilizzati per le attivita’ di assistenza e beneficenza, istruzione, educazione e cultura […], pur svolte in forma commerciale se connesse a finalita’ di religione o di culto”.

Capite cosa significa?

Grazie a questa misura fatta passare in sordina in periodo ferragostano, gli istituti assistenziali, le scuole cattoliche, le case di accoglienza pellegrini beneficeranno di un cospicuo sgravio fiscale.
Mentre sinora i beni ecclesiastici sono stati esentati dall’ICI solo se finalizzati ad attività di culto (tanto che non sono mancati contenziosi sulle sacrestie), adesso basta che un bene sia semplicemente ed esclusivamente di proprietà ecclesiastica per non sottostare al pagamento dell’imposta. Ciò, è il caso di sottolinearlo, vale non soltanto per le chiese ma per tutte le attività, come ad esempio quelle commerciali, che un ente “religioso” può esercitare.

A causa di questo atto di smisurato favoritismo a beneficio ecclesiastico, i Comuni saranno costretti ad inasprire le tasse per compensare la notevole erosione che si produrrà nei propri bilanci.

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Use Cases

Filed under: IT

Se si tratta di Use Cases, Alistair Cockburn è uno dei massimi esperti.
Sul suo sito vi è un’ampia sezione dedicata a come scrivere Use Cases che può aiutare a chiarire non poco le idee, e poi vorrei segnalarvi la lettura di The “Declaration of Interdependence” for modern (agile/adaptive) (product/project) management.

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Steve Jobs: industria musicale avida

Filed under: IT, Attualità

Nel post del 31 agosto intitolato “Apple - Non un minuto di pace” vi avevo riferito dell’articolo del New York Times riguardante lo scontro tra Steve Jobs e le case discografiche.
Ieri, durante una conferenza stampa, Steve non solo ha confermato che un nuovo accordo con le case discografiche per il servizio iTunes non è stato ancora raggiunto, ma anzi si è scagliato contro l’industria musicale definendola avida.
Vi riporto l’articolo uscito oggi in proposito su Reuters Italia:

PARIGI (Reuters) - Il numero uno di Apple, Steve Jobs, l’uomo che sta dietro il fortunato lettore di musica digitale iPod, ha definito “avida” l’industria musicale, che sta considerando un aumento dei prezzi dei download musicale, avvertendo che una decisione del genere potrebbe spingere di nuovo gli utenti a preferire la pirateria musicale.

Le case discografiche hanno cominciato a ripensare il tipo di prezzi dei file musicali venduti attraverso iTunes, il negozio online di Apple - che oggi costano 99 centesimi di dollaro negli Usa e 79 pence nel Regno Unito - prima di dare avvio ai negoziati sui nuovi contratti con la società di Jobs.

“Se vogliono alzare i prezzi, vuol dire che stanno diventando avidi”, ha detto Jobs, amministratore delegato di Apple, durante una conferenza stampa a Parigi.

“Se i prezzi salgono, (i consumatori) torneranno a volgersi alla pirateria e tutti perderanno”, ha detto Jobs.

Colpite duramente negli ultimi cinque anni dalla rapida diffusione dello scambio illegale di file musicali via Internet, le società musicali stanno rivedendo il proprio modello di business mentre le vendite si spostano dal settore dei cd a quello del download musicale.

Il 75% degli album venduti nel mondo sono editi da Universal Music, Sony BMG Music Entertainment, EMI e Warner.

Apple, che secondo Jobs controlla oltre l’80% del mercato digitale statunitense, ha lanciato pochi giorni fa lo “iPod nano”, un nuovo lettore mp3 dello spessore di una matita.

Jon Rubinstein, senior vice presidente del settore iPod di Apple, ha detto ai giornalisti che la società non ha in programma di aggiungere la funzione radio al lettore digitale, perché non c’è abbastanza richiesta da questo punto di vista.

Job ha anche offerto una visione scettica sul futuro del download musicale attraverso i telefoni cellulari e altri apparecchi wireless. “Non è evidente che acquistare canzoni attravesro l’etere abbia un senso economico - ha detto Jobs - Sono scettico a causa dei costi… ma vedremo”.

L’ad di Apple ha detto che per in consumatori è più economico scaricare msuica dai computer piuttosto che dai cellulari.

Gli operatori di telefonia mobile, comunque, prevedono che il download musicale diventi una significativa voce di crescita dei ricavi, dopo aver pesantemente investito nella tecnologia e nelle infrastrutture necessarie a sostenere il servizio.

Job non ha voluto rispondere alla domanda se Apple si prepara a lanciare un proprio telefono iPod, dopo che due settimane fa è stato presentato un cellulare provvisto di lettore digitale musicale sviluppato con Motorola.

Staremo a vedere come evolverà la situazione.

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Intervista al co-fondatore di Skype

Filed under: IT, Attualità

Ieri su BusinessWeek è stata pubblicata un’interessante intervista a Niklas Zennström, co-fondatore di Skype assieme a Janus Friis, dove spiega le ragioni della vendita a eBay.

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Farneticazioni continue - 2

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Oggi il Premier è sbottato: “Alleati come metastasi”

Non ha però specificato chi sia il tumore primitivo che ha dato origine alla metastasi…

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Notizie dal mondo

Filed under: Attualità

Le polemiche per la chiusura a Milano della scuola musulmana raggiungono anche gli Stati Uniti e la notizia viene ripresa oggi in un articolo dal Los Angeles Times.
Il The Guardian, giornale anglosassone, ci informa invece di un assalto britannico al carcere di Bassora.
Le truppe britanniche hanno dato l’assalto al carcere di Bassora, nel sud del paese, per liberare due soldati britannici arrestati dalla polizia locale. I due erano finiti in prigione perché si erano rifiutati di fermarsi a un posto di blocco della polizia mentre partecipavano a una missione in incognito. Decine di prigionieri iracheni hanno approfittato della confusione per fuggire. Il governatore di Bassora, Mohamed al Waili, ha denunciato la “barbara aggressione” dei britannici.

Piccolo commento: in prigione per non essersi fermati ad un posto di blocco. Di cosa si lamentano? Ad altri viene direttamente sparato contro!

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September 19, 2005

Notepad “potenziati”

Filed under: IT

Vi segnalo molto velocemente e brevemente alcune versioni “potenziate” del caro vecchio notepad di Windows:
1) Notepad2 - piccolo e veloce text editor con riconoscimento di sintassi di HTML e altri linguaggi
2) Notepad++ - si basa su Scintilla e tra le altre cose riconosce anche la sintassi SQL oltre a C# e svariati altri linguaggi

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Attacchi nucleari preventivi

Filed under: Attualità

Domenica 11 settembre, sul Washington Post, viene pubblicato un articolo firmato da Walter Pincus che si intitola “Pentagon Revises Nuclear Strike Plan: Strategy Includes Preemptive Use Against Banned Weapons“.
Vi consiglio caldamente la lettura dell’articolo completo.

Il documento di cui si parla, non ancora approvato dal segretario alla difesa Donald H. Rumsfeld, intende aggiornare le regole e le procedure per l’uso di armi nucleari per riflettere la nuova strategia dell’attacco preventivo introdotta da Bush nel dicembre del 2002.
Al momento, infatti, un attacco nucleare è giustificato sono in caso di estrema necessità e urgenza, e di fronte ad un attacco avversario praticamente già in corso. Se dovesse passare il nuovo documento, invece, l’uso di armi nucleari sarebbe possibile anche in caso di fondato sospetto della presenza di armi di sterminio di massa. In altre parole, nel 1966 per scatenare una guerra nucleare c’era bisogno del Dottor Stranamore. Nel 2006, invece, basterà un rapporto dei servizi segreti (“Saddam ha le armi di sterminio!”) per procedere una nuova “operazione Hiroshima”.

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September 18, 2005

Licenza di uccidere a New Orleans

Filed under: Attualità

No, non è il titolo di un nuovo film di James Bond o affini. Purtroppo si parla di vita vera.
Riprendo qui, come promesso, il post precedente sui fatti poco chiari che stanno avvenendo in Louisiana.

Mercenari paramilitari armati fino ai denti dell’azienda di sicurezza privata Blackwater, tristemente noti per il loro lavoro in Iraq, pattugliano liberamente le strade di New Orleans.
Alcuni dei mercenari dicono di essere stati “delegati” dal governatore della Louisiana. Infatti portano al petto distintivi in oro delle forze che garantiscono il rispetto della legge dello Stato della Louisiana e tesserini con foto identificative della Blackwater sulle loro braccia.
Affermano di avere un contratto con il Dipartimento di Sicurezza Nazionale che ha conferito loro l’autorizzazione ad usare la forza per uccidere. Alcuni di loro hanno operato in Iraq in gruppi per la sicurezza personale del precedente capo dell’occupazione americana L.Paul Bremer e per l’ex-ambasciatore americano in Iraq, John Negroponte.

I mercenari della Blackwater sono tra i killer professionisti più temuti al mondo e sono abituati ad operare senza preoccuparsi troppo delle conseguenze legali delle loro azioni. La loro presenza per le strade di New Orleans potrebbe rivelarsi causa di seri problemi per i residenti che rimangono in città e solleva un’allarmante questione sul perché il governo permetta a uomini addestrati per uccidere in luoghi come Iraq e Afghanistan di operare lì. Alcuni degli uomini che adesso pattugliano le strade di New Orleans sono ritornati dall’Iraq appena alcune settimane fa.
La cosa che colpisce di più è il fatto che molti uomini della Blackwater stiano operando sotto contratto con il governo federale e con quello dello Stato della Louisiana.
Blackwater è una delle più importanti società di sicurezza privata che lavora per l’occupazione dell’Iraq e dell’Afghanistan. Ha stipulato diversi contratti con il governo americano e ha garantito la sicurezza a molti importanti diplomatici, dignitari stranieri e corporazioni.
La compagnia ha suscitato scalpore a livello internazionale quando quattro dei propri uomini vennero uccisi a Fallujah e due dei loro corpi carbonizzati furono appesi ad un ponte nel marzo del 2004. Queste uccisioni provocarono una massiccia rappresaglia delle truppe Usa contro la popolazione civile di Fallujah che fu causa di decine di morti e decine di migliaia di profughi.

Così, mentre ora si profila la minaccia di sfratti forzati e la città confisca anche le armi legalmente registrate dai civili, i mercenari privati della Blackwater pattugliano le strade brandendo apertamente M-16 e altre armi d’assalto. Tutto questo nonostante il Commissario di Polizia Eddie Compass affermi che “soltanto le forze che garantiscono il rispetto della legge hanno il permesso di portare armi”.
Ufficialmente la Blackwater afferma che i propri uomini sono a New Orleans “per unirsi all’azione di soccorso post-uragano”. Uno slogan sul sito web della compagnia del primo settembre sponsorizza servizi di ponte aereo, servizi di sicurezza e di controllo della folla. La compagnia, secondo le notizie riportate, ha iniziato progressivamente a prendere appalti privati per la sicurezza negli hotel, nelle compagnie e altre proprietà. Ma la cosa che non è stata ammessa pubblicamente è il fatto che i suoi uomini siano impegnati in attività per garantire il generale rispetto della legge, sotto le voci “sicurezza dei quartieri” e “assalto ai criminali”.
Questo solleva una questione importante: sotto quale autorità operano gli uomini della Blackwater? Un portavoce del Dipartimento della Sicurezza Nazionale, Russ Knocke, ha dichiarato al Washington Post di non essere a conoscenza di nessun progetto per ingaggiare la Blackwater o altre società di sicurezza.“Noi crediamo di avere la giusta combinazione di personale addestrato a garantire il rispetto della legge, tale da incontrare le richieste di pubblica sicurezza”, avrebbe dichiarato.
Ma diversi mercenari riferiscono che la Blackwater ha realmente stipulato un contratto con il Dipartimento di Sicurezza Nazionale e con l’Ufficio del Governatore della Louisiana e che alcuni dei loro uomini dormono in campi organizzati dalla Sicurezza Nazionale a New Orleans e a Baton Rouge. Inoltre sostengono di non essere solo autorizzati a compiere arresti ma, se necessario, anche di usare la forza fino ad uccidere.

Se consideriamo la reputazione della Blackwater e le relative cronache dall’Iraq come indizi attendibili sul tipo di servizio che la compagnia offre, la gente di New Orleans difficilmente potrà sentirsi tranquilla.

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Interrogativi sulla Louisiana

Filed under: Attualità

Katrina è passato portando devastazione e morte in Louisiana, il governo non ha fatto nulla per impedirlo, la FEMA (protezione civile) ha anzi ostacolato gli aiuti.
Ne ho parlato in due precedenti post (Disastro America - Video e Disastro America - 2) e vi ho fornito i link per un video significativo.
Ora, a distanza di una settimana, vorrei tornare a parlare dell’emergenza Katrina e di come sta evolvendo la situazione. Ci sono un sacco di cose, infatti, che non capisco minimamente. Troppe cose strane stanno accadendo a New Orleans e dintorni, e nessuno ci fornisce delle spiegazioni.
Anzitutto vorrei capire come mai la FEMA, dopo il cambio al comando, continua a comportarsi come se volesse ostacolare i soccorsi invece che agevolarli.
Perchè l’Amministrazione Bush ha ordinato 75.000 sacche nere (body bags) mentre le stime sono per ora ben al di sotto dei 10.000 morti?
Perchè la FEMA ha contattato un crematorio di una area locale? Come può la gente identificare i propri cari se ne rimarrà solo cenere?
Perchè la FEMA ha rifiutato lo sforzo dei volontari delle pompe funebri?
Perchè i funzionari del governo federale cercano di impedire ai giornalisti di descrivere gli sforzi per il recupero dei corpi?
Perchè i funzionari del governo federale hanno assunto mercenari a New Orleans? Non vi sono abbastanza volontari, polizia ed esercito negli Stati Uniti per fare tutto quello di cui c’è bisogno?
E poi è da considerarsi una pura coincidenza che la mancanza di soccorsi abbia portato alla distruzione di quel “cancro sociale” che era la sacca di povertà intorno a New Orleans?
Troppi interrogativi meriterebbero risposte precise dal governo americano, ma su queste questioni nessuno dice nulla.

Quello che sappiamo per certo al momento è che il reponsabile della ricostruzione sarà Karl Rove, il burattinaio di Bush, ovvero l’uomo sospettato da tutti di essere la “gola profonda” che tradì l’identità dell’agente segreto della CIA, nel caso che fece scandalo in America l’anno scorso. Lo stesso Karl Rove che è riuscito a far vincere le elezioni a Bush su cui presto pubblicherò un post per capire meglio chi sia questo losco figuro che si trova sempre in mezzo a questioni “poco limpide”.
Le misure che Rove si preoccuperà di far implementare sono, prima di tutto, dei potenti sgravi fiscali (si legga tasse zero) per tutte le grandi corporations “che dovranno sobbarcarsi l’onere di rimettere in sesto la zona”. Caso vuole che la più generosa di queste corporations sia stata la Halliburtion di Dick Cheney, che si è subito offerta per arraffare tutte le migliori commesse, sia di tipo militare che di tipo civile, che erano sul tavolo.
Seguirà un “programma di ricostruzione urbana migliorativo” (”upgrading”), che signifca in altre parole la diaspora permanente per i sopravvissuti, che sono stati spediti a blocchi da cinquanta, cento persone un pò in tutta l’America, e che non potranno mai più tornare a vivere dove vivevano prima.
New Orleans diventerà così una ridente cittadina di middle-class bianca, che non vede l’ora di affluire dalle circostanti zone depresse verso la “nuova California” del sud-est americano. Sarà un caso, ma nel suo discorso Bush ha definito l’intero programma come “Gulf Opportunity Zone”. Evidentemente in famiglia la parola “golfo” porta fortuna.

Nessun incentivo fiscale alla ricostruzione, invece, per le medie e piccole industrie locali, che non solo dovranno faticare parecchio a rimettersi in piedi, ma si sono viste portare via tutto il potenziale lavoro dal drago corporativo in arrivo da Houston.
Nel frattempo, la FEMA continua palesemente a bloccare ogni aiuto che sia fuori dal suo diretto controllo. Il gesto plateale di Bush, di licenziare in tronco il suo direttore, si è rivelato quindi per quello che era, una ridicola buffonata intesa solo a placare gli animi più accesi, di fronte al disastro innegabile della scorsa settimana.
Venerdì a Washington il leader nero Jesse Jackson ha dichiarato, in una conferenza stampa, che ci sono a Menphis 300 TIR carichi di acqua, viveri ad altri generi di soccorso, e che ce ne sono più di mille nel resto del paese, che ancora non hanno avuto da FEMA il permesso per partire verso New Orleans.
Non stupisce, alla luce di questo, la notizia di un medico al quale è stato imposto di sospendere il massaggio cardiaco ad una donna morente, poichè “non autorizzato da FEMA ad operare nella zona disastrata”.

Fra le cose che il “programma” di Bush ha dimenticato di includere ci sono:
- Agevolazioni fiscali per chi vuole ricostuire la propria casa.
- Il riconoscimento di un “diritto di priorità” degli ex-residenti ad acquistare i nuovi terreni.
- Agevolazioni per chi si offrisse di “adottare” una famiglia di senzatetto.
- Una cifra da investrire per un orfanatrofio, assolutamente indispensabile a questo punto.
- L’istituzione di servizi di supporto psicologico per i sopravvissuti.
- Assistenza speciale da parte del Dipartimento di Giustiza per tutti i casi di minori arrestati durante i saccheggi della città.
- Protezione legale, a disposizione del pubblico, contro le speculazioni di ogni tipo.
- Un congelamento di tutti i debiti dei residenti della zona verso lo stato od altre pubbliche entità. Ovvero, se non sei morto, hai probabilmente perso la casa. Se per caso invece ti è rimasta, te la portano via comunque, perchè di sicuro l’ultimo mese non sei riuscito a pagare il mutuo.

Nel frattempo Karl Rove, nel suo nuovo ruolo di “Zar della Louisiana”, ha già pensato di chiedere al parlamento un finanziamento speciale per aumentare la presenza militare in tutta la zona disastrata. I mercenari che hanno assunto non bastano?
Vediamo se indovino. Non sapevate nulla nemmeno dei mercenari, vero?
Ok, vi preparerò fra poco un altro post al riguardo. Questo è diventato già sufficientemente lungo, e credo sia il caso di chiuderlo.

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Iraq radioattivo

Filed under: Attualità

Oggi vorrei proporvi un altro filmato fornito da Arcoiris TV e Luogocomune.net che altro non è che il trailer di un film-documentario americano, Beyond Treason, che tratta l’uso dell’uranio impoverito da parte dell’esercito americano in Iraq.
Riporto un dato sconcertante su tutti: in Iraq sono state rilasciate, attraverso i bombardamenti, circa 2400 tonnellate di uranio impoverito, che equivalgono alla radioattività di 123000 bombe come quella di Nagasaki.
Ecco il commento al filmato di Massimo Mazzucco di Luogocomune.net:

In inglese si chiama DU, che sta per depleted uranium, ovvero uranio impoverito. Detto così, il termine sa tanto di “piccola fiammiferaia”, e viene quasi voglia di consolarlo rispetto al fratello benestante, EU (enriched uranium, o uranio arricchito), di cui è la “scoria naturale”.

Ma anche il più povero dei poveri, in una famiglia che viaggia a 232 elettroni per atomo, è in grado di portare dei danni agli organismi viventi che nessuno di noi si augura di conoscere nemmeno da lontano. Il DU infatti ha “solo” il 60% della radioattività del fratello maggiore, e ha un tempo di decadimento “soltanto” dimezzato rispetto al primo, ovvero 4,5 miliardi di anni. Se ce l’hai in giardino, per i tuoi figli non dovrebbe fare una gran differenza.

Ebbene, il “giardino dell’Eden” di cui stiamo parlando pare sia l’intero Iraq. Dopo aver accumulato più di 500.000 tonnellate di uranio impoverito, in 50 anni di produzione di energia atomica, la “semina” da parte americana è iniziata con la prima Guerra del Golfo, nel 1991, ed è ripresa con la Seconda, che è ancora in corso. E così, mentre noi abboccavamo tutti come trote da concorso alla storiella dei bambini iracheni “staccati dalle incubatrici”, i medici di quel paese riscontravano, fra le due guerre, un aumento nei tumori infantili del 400%.

All’interno del breve filmato che presentiamo - che in realtà è il trailer di un film, BEYOND TREASON (Tradimento Supremo), che di certo non verrà distribuito dalle major di Hollywood - ci sono alcune brevi immagini che non si possono guardare, ma che non si può fingere di non vedere.

Ma il DU è altamente efficace, penetra le corazze dei carri armati nemici con facilità estrema, serve a sua volta da protezione supplementare, e soprattutto non costa nulla: l’industria energetica è ben contenta di liberarsene a costo zero, facendone dono a quella bellica, che a sua volta ringrazia compiaciuta.

Anche questa è democrazia, anche questo è libero mercato.

Talmente conveniente è l’affare, visto da ambo i lati, che nel ‘96 Madeleine Albright, al tempo ambasciatrice USA alle Nazioni Unite, intervistata sull’utilità di una guerra il cui prezzo si aggirava sul mezzo milione di bambini, rispose “E’ una scelta difficile, ma il prezzo - pensiamo valga la pena pagarlo” (”it is a hard choice, but the price - we think the price is worth it.” ) La trasmissione era “60 Minutes”, messa in onda dalla CBS il 12 Maggio del 1996.

Sempre parte del prezzo, ovviamente, devono essere anche i 425.000 soldati americani che da allora sono morti o hanno subito danni - diretti, o sui loro figli - per la prolungata esposizione all’uranio impoverito.

Massimo Mazzucco

I filmati per le varie connessioni e in vari formati:
1) Connessione ADSL - Formato WMP
2) Connessione ADSL - Formato Real
3) Connessione 56k - Formato WMP
4) Connessione 56k - Formato Real
5) MP3

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