Attualità e Information Technology

August 26, 2005

Non c’è pace in Vaticano - 2

Filed under: Attualità

Ok, da dove partiamo? Se fossimo una testata giornalistica probabilmente intitoleremmo l’articolo “Papa Ratzinger indagato in processo per pedofilia!”, ma visto che siamo semplicemente un umile blog ci limitiamo ad un più pacato, e al tempo stesso ironico, “Non c’è pace in Vaticano”.

Lo spunto per questo post mi è stato dato da una notizia letta settimana scorsa riguardo alla richiesta da parte di Ratzinger di immnunità nel processo per pedofilia che si tiene in Texas. Come!?!? Devo aver capito male. Rileggo la notizia. No, no… ho capito bene. Ma cosa ha a che vedere il papa con un processo per pedofilia? Ci deve essere un errore. Controllo in giro. Sicuramente il giornalista in questione ha preso un abbaglio. Figurati. No, la notizia è vera, viene riportata un po’ ovunque!
Come? Dite che a voi questa notizia giunge completamente nuova? Dove l’ho letta? Beh, sui giornali, su Internet… ovunque ne parlano insomma… beh, ovunque tranne - ovvio - in Italia. Siete stupiti? Ah, ma perchè voi siete ancora di quelli che credono che in Italia esista l’informazione giornalistica? Mi spiace disilludervi ma in Italia, TV e giornali non riportano mica cosa succede nel mondo. Beh, cosa vi aspettavate da un Paese semi-libero?
Ok, chiarito questo punto torniamo alla notizia. Il papa coinvolto in un processo per pedofilia. Rimango esterefatto. Ma come? Proprio in questi giorni Ratzinger sta pontificando, è proprio il caso di dirlo, a Colonia su come dovremmo vivere, e nel frattempo è coinvolto in un simile processo, e come non bastasse chiede l’immunità al pari di uno qualsiasi dei nostri politici? Decido che voglio capire un po’ bene come sta la faccenda.
Vi riporto quindi un resoconto di quello che è successo sperando di farvi cosa gradita, così evitate di dover andare a ricercare notizie in giro per la rete sui siti delle varie testate giornalistiche mondiali.

Sicuramente tutti ricorderete lo scandalo pedofilia scoppiato in America alcuni anni fa e che vedeva e vede coinvolti diversi prelati. Bene, partono le indagini e un bel giorno, nell’estate del 2003, il caso esplode pubblicamente quando il quotidiano americano Worcester Telegram & Gazette ottiene copia di un documento che per 40 anni era stato custodito come “strettamente confidenziale” negli archivi segreti della Santa Sede e riporta il caso di un avvocato di Boston, Carmen Durso, che consegna copia dell’Istruzione del 1962 “Crimen Sollicitationis” al Procurarore Michel J. Sullivan chiedendogli di riscontrare gli elementi, all’interno della giurisdizione federale, per procedere contro le gerarchie vaticane, colpevoli, a suo avviso, di aver deliberatamente coperto i casi di abusi sessuali che vedevano coinvolti membri del clero.
Contestualmente, un’altra lettera arriva sul tavolo del Procuratore, ed è firmata da Daniel Shea, avvocato di Houston (Texas), ex seminarista che ha scoperto il documento del 1962 e ne ha dato copia al quotidiano di Boston e all’avvocato Durso. Il documento, spiega Shea nella lettera, viene citato come ancora in vigore in una nota dell’epistola “De Delictis Gravioribus” del 18 maggio 2001, che Joseph Ratzinger, allora Prefetto Congregazione per la Dottrina della Fede, aveva fatto recapitare ai vescovi e agli altri ordinati e membri della gerarchia ecclesiastica.
Il caso viene portato all’attenzione pubblica internazionale dalla rete televisiva statunitense CBS, quindi le gerarchie vaticane si difendono sostenendo che le norme contenute nel documento del 1962 non hanno più alcun valore vincolante dal momento in cui sono entrate in vigore le disposizioni che nel 1983 hanno riformato il Codice di Diritto Canonico, ma la lettera di Ratzinger non lascia spazio a molti dubbi. In essa, l’attuale Papa Benedetto XVI, non solo richiama l’istruzione “Crimen Sollicitationis”, ma per quel che riguarda “i delitti riservati alla Congregazione per la Dottrina della Fede” dispone che “nei Tribunali costituiti presso gli ordinari o i membri delle gerarchie cattoliche solamente i sacerdoti possono validamente svolgere le funzioni di giudice, promotore di giustizia, notaio e difensore” e ribadisce che “le cause di questo tipo sono soggette al segreto pontificio.”
In questi anni la giustizia americana ha proseguito nelle indagini e dal gennaio 2005 esiste presso la Corte distrettuale di Harris County (Texas) un procedimento tuttora in corso a carico di Joseph Ratzinger.
Per la precisione l’attuale pontefice è accusato di aver cospirato con l’Arcidiocesi di Galveston-Houston di coprire gli abusi perpetuati da Juan Carlos Patino-Arango.
Nella lettera di cui sopra (”De Delictis Gravioribus”) scritta come detto da Ratzinger e rivolta a tutti i vescovi, si spiega che gli abusi sessuali su minori devono essere gestiti dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, in quanto di sua “esclusiva competenza”, e che sono “soggetti al segreto pontificio” per 10 anni dopo il conseguimento dei 18 anni da parte della vittima.
Per farla breve: se viene a sapere di molestie sessuali, il vescovo deve mantenere il massimo riserbo finchè la vittima non raggiunge i 28 anni d’età.

Ma dite che i papa-boys, che a Colonia intonano canti per il papa, le sapranno queste cose?

Per dovere di cronaca: riguardo la richiesta d’immunità, solo L’unità ha dedicato qualche riga alla notizia.

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1 Comment »

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  1. NON BASTA LEGGERE LE COSE PER CAPIRLE, E TU NON HAI CAPITO NULLA: I 28 ANNI DELLA VITTIMA SONO IL TERMINE PER IL MATURARE DELLA PRESCRIZIONE. LA PRESCRIZIONE DEL REATO è DI DIECI ANNI E COMINCIA A DECORRERE ALL MAGGIORE ETà DELLA VITTIMA, QUINDI A 18. DAL CHE RISULTA COME SOTTO QUESTO ASPETTO, MA ANCHE SOTTO MOLTI ALTRI, NON è QUI IL LUOGO PER UNTRATTATO SUL PROCESSO CANONICO, LA CHIESA è PIù GARANTISTA DELLO STATO!

    Comment by LORENZA — June 2, 2007 @ 19:54

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